giovedì 9 marzo 2017

Il Porrajmos e il silenzioso divoramento odierno



Nella giornata della Memoria del Porrajmos, New Romalen e Circolo Arci Arcobaleno sono liete di invitarvi presso il Circolo Arci Arcobaleno di via Pullino 1, per commemorare assieme tutte le vittime dei campi di sterminio nazisti e per discutere del lento e silenzioso divoramente dei rom, che tutt'oggi sussiste in Italia.
Sarà una serata ricca di attività culturali e discussioni, tra foto, racconti, musiche, memorie, poesie e... qualche assaggio di cibo romani!
Vi aspettiamo numerosi!
BUT BAHT Tè SASTIPE! :)

giovedì 23 febbraio 2017

"Lingua Madre, lingua d'Amore e d'Esclusione"


Il 20 Febbraio 2017 in occasione della giornata mondiale della lingua madre, ci siamo incontrati a Tivoli presso la Biblioteca Comunale per l'evento "Lingua Madre, lingua d'Amore e d'Esclusione" con la Casa dei Diritti Sociali Valle dell'Aniene. Per l'occasione New Romalen è stata invitata a intervenire e recitare una poesia scritta da Valentina Maria, sull'amore e l'intercultura, tradotta in lingua Romani da uno dei nostri soci e attivisti Nedzad Husovic. La poesia è stata recitata in Italiano e in Romanes e abbiamo celebrato la giornata della Lingua Madre leggendo tante  poesie in tante lingue dal mondo.



  Nedzad Husovic mentre spiega la  storia della lingua romani
    e con Valentina Maria l'esperienza dell'insegnare il Romanes



Qui alcune immagini dell'evento tra poesie in lingue diverse


  


venerdì 3 febbraio 2017

Porajmos le memorie dimenticate

Il 28 gennaio a Lucca palazzo ducale  si e celebrata la giornata della memoria.
per non dimenticare i 500 mila Rom e Sinti  a qui e stata strappata la vita dai nazisti.

Gli attivisti Rom e Sinti anno ricordato il Porajmos ( divoramento ) in lingua romani assieme a Giardino di Marinella, comune di Lucca e Associazione New Romalen, sono intervenuti Armando Sestani vice presidente ISRECLU, Fiorello Lebbiati vice presidente New Romalen
che anno portato fonti storiche e testimonianze dell'olocausto che ha subito la popolazione romani, intermezzo musicale con canzoni in lingua romani cantate tra cui Damiano Cavazza, l'evento si e concluso con l'inno del popolo Rom Djelem Djelem in segno di fratellanza e di rispetto reciproco fuori dai stereotipi e per abbattere i pregiudizi e superarli insieme.
con l'augurio che questo incontro tra culture diverse sia d'esempio e per costruire un'italia che rispetti ogni cultura e ogni individuo nella sua unicità.
Ringraziamo tutti coloro che anno sostenuto e sosteranno questa iniziativa e quelle future.



Cui in alto i relatori Fiorello Lebbiati, Armando Sestani. 



Per visione video 
https://www.facebook.com/fiorellomiguel.lebbiati/videos/1139592922804892/

martedì 2 agosto 2016

Rom e Sinti Porajmos UE


2 AGOSTO GIORNATA DELL’OLOCAUSTO ROM


Il 2 agosto 1944 le SS di guardia nel lager di Auschwitz-Birkenau sterminavano il
campo delle famiglie Rom, mandando a morire nelle camere a gas quasi 3000
anziani, donne e bambini Rom.
Il 15 aprile 2015 il Parlamento Europeo ha finalmente deciso di istituire proprio il 2
agosto la Giornata dell’Olocausto Rom, decisione poi ratificata dal Vice-Presidente
della Commissione Europea Frans Timmermans e dalla Commissaria UE per la
Giustizia Věra Jourová, che in occasione del 2 agosto 2015 spiegarono che “come
europei abbiamo il dovere comune di far sì che le atrocità del passato siano
riconosciute. Non possiamo permettere alla Storia di ripetersi. Tolleranza e rispetto
devono essere le basi delle nostre società, oggi e in futuro”.
L’Olocausto è stato possibile grazie alla discriminazione, alla paura del diverso, al
pregiudizio. Oggi i Rom sono la più grande minoranza etnica dell’Europa (tra i 10 e i
12 milioni) e una delle più perseguitate nella storia. La lotta alla discriminazione dei
        Rom e la loro integrazione a livello sociale, educativo e lavorativo è una delle priorità
della Strategia 2014-2020 dell’Unione Europea.

sabato 28 novembre 2015

Gli Attivisti Rom e Sinti al Senato con, #UNHCR per la presentazione di legge.


PRESENTAZIONE DISEGNO DI LEGGE PER IL RICONOSCIMENTO DELLO STATUS DI APOLIDE

La Commissione Diritti Umani del Senato in collaborazione con il Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR) e l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) hanno presentato in data 25/11/2015 il Disegno di Legge sul riconoscimento dello Status di Apolide.


Ad oggi molti ragazzi Rom e Sinti nati in Italia hanno lo Status di Apolide. La gran maggioranza di essi non è riconosciuta come tale, questo comporta ad essere invisibili agli occhi dello Stato in cui sono nati.


Qui sopra, al centro, un Attivista Rom Nedzad Husovic, sulla sinistra, Gad Lerner, sulla destra, Sandokan Halilovic.


sabato 7 novembre 2015

Essere Apolide

Chi è l’apolide

La nazionalità è il legame giuridico che garantisce ad ogni individuo il pieno godimento dei propri diritti in quanto soggetto di una comunità statale. Il diritto della persona alla nazionalità è un diritto fondamentale, riconosciuto all’articolo 15 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e all’articolo 4 della Convenzione europea sulla nazionalità del 1997.

L’apolidia è la condizione di un individuo che nessuno Stato considera come suo cittadino per applicazione della sua legislazione (art. 1 A della Convenzione del 1954 relativa allo status delle persone apolidi), e al quale, di conseguenza, non viene riconosciuto il diritto fondamentale alla nazionalità né assicurato il godimento dei diritti ad essa correlati.

L’apolide è costretto, per circostanze esterne e indipendenti dalla propria volontà, a vivere una situazione di incertezza con riferimento al proprio status civitatis e di conseguente invisibilità giuridica agli occhi delle Istituzioni.

Una persona apolide, priva del riconoscimento ufficiale del proprio status da parte delle Autorità del Paese in cui vive abitualmente, può incontrare difficoltà ad accedere alle cure sanitarie e agli studi; non ha accesso all’assistenza sociale, né al mercato del lavoro; non ha libertà di movimento; non può sposarsi. Essa vive una situazione di perenne irregolarità di soggiorno e può, di conseguenza, essere soggetta a periodi di detenzione amministrativa e a ordini di espulsione.

Trovandosi in una situazione di vulnerabilità ed assenza di diritti, l’apolide è esposto al rischio di essere vittima di lavoro nero, sfruttamento e traffico di esseri umani. L’apolidia comporta un elevato costo umano e sociale, poiché mette in discussione la percezione dell’individuo in rapporto al proprio ruolo all’interno della comunità e può portare a situazioni di marginalità, instabilità e conflitto.

Come si diventa apolidi?

La condizione di apolidia è indipendente dalla volontà dell’individuo, e può essere determinata principalmente dalle circostanze seguenti:

Se si è figli di apolidi o se si è impossibilitati a ereditare la cittadinanza dei genitori;

Se si è parte di un gruppo sociale cui è negata la cittadinanza sulla base di una discriminazione;

Se si è profughi a seguito di guerre o occupazioni militari;

Per motivi burocratici, se lo Stato di cui si era cittadini si è dissolto e ha dato vita a nuove entità nazionali (ex URSS, ex Jugoslavia…);

Per conflitti nella legislazione tra Stati.

Il riconoscimento dello status di apolidia

Al fine di garantire il godimento dei diritti elencati dalla Convenzione di cui sono titolari le persone apolidi, l’Italia ha istituito una procedura per il riconoscimento dello status di apolidia esperibile in via amministrativa o giudiziaria.

La procedura per la certificazione in via amministrativa attestante lo status di apolidia, disciplinata dall’art. 17 del D.P.R. n. 572/93 “Regolamento di esecuzione della legge 91/92”, è competenza del Ministero dell’Interno – Dipartimento per le Libertà civili e l’immigrazione.

Quanti sono gli apolidi nel mondo?

Secondo le più recenti stime gli apolidi nel mondo sarebbero circa 10 milioni. Tuttavia, sono solo 64 i paesi che hanno comunicato all'UNHCR i dati che permettono di contare 3,5 milioni di persone apolidi. 

Una delle principali difficoltà incontrate dall’UNHCR nell’adempiere al suo mandato -con riferimento alla prevenzione e alla riduzione dell’apolidia e alla protezione delle persone apolidi- risiede nella mancanza di dati statistici affidabili che identifichino il numero delle persone apolidi o esposte al rischio di apolidia, le quali spesso versano in condizioni di vita legate a contesti di precarietà e marginalità. 

Per ovviare a tali lacune, l’Executive Committee dell’UNHCR ha incoraggiato gli Stati in possesso di statistiche riguardanti la popolazione apolide a condividere tali dati e contribuire, così, ad una maggiore comprensione del fenomeno.

Le due Convenzioni sull’Apolidia

I due principali strumenti normativi internazionali in materia di apolidia sono la Convenzione relativa allo statuto delle persone apolidi del 1954 e la Convenzione sulla riduzione dell’apolidia del 1961.

Nel 2011, in occasione del 50esimo anniversario della Convenzione del 1961 sulla riduzione dell'apolidia, l'UNHCR ha lanciato la Campagna per le Convenzioni sull'apolidia, incoraggiando gli Stati ad aderire ad entrambi i trattati.

La campagna ha costituito una prima, importante tappa verso una sensibilizzazione sul tema dell’apolidia. Nel settembre 2012, l’Unione Europea ed i suoi Stati membri hanno proclamato dinanzi al Segretario Generale delle Nazioni Unite il loro impegno solenne ad intraprendere azioni per combattere il fenomeno dell’apolidia attraverso l’implementazione degli strumenti internazionali in materia di protezione degli apolidi e riduzione e prevenzione dell’apolidia.

Negli ultimi tre anni, un importante numero di Stati ha riformato o istituito procedure per il riconoscimento dello status di apolide e 31 Stati hanno aderito alle Convenzioni del 1954 e del 1961.

L’Italia ha ratificato e reso esecutiva la Convenzione relativa allo status degli apolidi del 1954 attraverso la legge del 1° febbraio 1962 n. 306, e il 10 settembre 2015 il Parlamento italiano ha finalmente approvato in via definitiva la legge di adesione alla Convenzione sulla riduzione dell’apolidia del 1961.

Fonte, http://www.unhcr.it/chi-aiutiamo/di-chi-si-occupa-lunhcr/apolidi

UNHCR Italia

“Io sono qui, Io appartengo” #IBELONG

Ogni 10 minuti, da qualche parte nel mondo, un bambino nasce apolide. 

Per i bambini e i giovani apolidi è più difficile andare a scuola, prendere un treno, trovare lavoro e addirittura sposarsi legalmente. Sono trattati come stranieri nel paese in cui sono nati. In molti casi, sono discriminati ed esposti ad abusi e sfruttamento.

Nedzad, un ragazzo apolide che vive in Italia ci spiega cosa significa essere apolidi “esistere ma essere invisibili”.

In occasione del primo anniversario della campagna #IBELONG per porre fine all’apolidia entro il 2024, l’UNHCR presenta oggi a New York, un nuovo rapporto, che raccoglie molte testimonianze dirette come quella di Nedzad.

Fonte, https://www.facebook.com/UNHCRItalia/videos/1001434949879722/?fref=nf

Nel racconto di Nedzad le difficoltà che una persona apolide deve affrontare quotidianamente.

martedì 27 ottobre 2015

Pellegrinaggio Mondiale del Popolo Rom a Roma 23-27 Ottobre 2015


I giovani Rome e Sinti con emozione ed orgoglio, portano la propria bandiera in simbolo di pace e fratellanza inanzi al Papà.




Papa Francesco a Rom e Sinti

“Stop a pregiudizi secolari, non date modo di parlare male di voi”

Queste le parole di Papa Francesco, in occasione dell’incontro con i Rom e Sinti



Qui vediamo 6000 pellegrini Rom e Sinti per l'udienza del Papà.


lunedì 7 settembre 2015

ID: etnico dimenticato



Oggi ripercorriamo a distanza di quasi sei anni, l'ho schedagio etnico nei confronti della popolazione romani residente in uno dei campi attrezzati più grande,via di salone 323 nel quale gli abitanti esclusivamente Rom furono schedati e fu rilasciato loro un documento che non valeva come tale.


Qui in alto vediamo uno dei documenti D.A.S.T. il quale non ha alcuna validità come documenti di  riconoscimento, quindi per i Rom non bastava soltanto avere la carta d'identità ma Roma Capitale creo un documento speciale per base etnica.

Tutt'oggi tali documenti sono stati usati dall'amministrazione per un motivo specifico cioè quello di schedare tutti i Rom presenti nel cosi detto campo attrezzato.

Atti di tale portata come lo schedagio di massa etnico non si vedeva dal tempo del regime nazi fascista.

lunedì 20 luglio 2015

Cultura in primo piano Arte, Musica, Danza e sapori della cultura Romani


Gli attivisti si raccontano durante la fiera multietnica


I giovani riscoprono il vero valore delle proprie origini 


L'arte millenaria dei khalderas, per gli amanti dell'artigianato 


Musica e Danza, il flamenco dal vivo 










venerdì 17 luglio 2015

Panico al villaggio attrezzato di via di salone

Panico al villaggio attrezzato via di salone
Oggi nel pomeriggio tra le 16:30 e 17:00, vicino al campo attrezzato, per le elevate temperature prende fuoco l'erba adiacente ad esso e si propaga per tutta la zona circostante mettendo in pericolo l'incolumità degli abitanti del villaggio.


 Cui in alto i rom che cercano di estinguere le fiamme con i pochissimi mezzi a loro disposizione.
Gli abbittanti del villaggio, impotenti difronte a una catastrofe naturale e in attesa dei soccorsi si sono adoperati con tubi e secchi per estirpare l'incendio che ormai si e propagato in tutta la zona.





lunedì 13 luglio 2015

Fiera Multietnica Sabato 18 Luglio 2015

 
 
Venite ad assaggiare i piatti tipici della cultura Rom
 
"Sarmà"
 
 
"Pita"
 
 
Vi aspettiamo numerosi

 


lunedì 5 agosto 2013

I Rom slovacchi hanno commemorato l’Olocausto di Birkenau

 
 
 
Il 2 agosto, Giorno della Memoria Rom, si è tenuto presso il Memoriale dell’Olocausto Rom a Dunajska Streda (regione di Trnava) una commemorazioni per le 2.897 vittime rom slovacche – uomini, donne e bambini – uccisi nelle camere a gas del campo di concentramento di Auschwitz II-Birkenau durante una notte dei primi di agosto del 1944. Presenti, oltre ai rappresentanti delle comunità rom slovacche, il Premier Robert Fico e il delegato del governo per le problematiche relative ai rom Peter Pollak, insieme ad altri rappresentanti politici. Jozef Ravasz, poeta, pubblicista e attivista rom dalla cui proposta è nato il monumento di Dunajska Streda, che dirige l’Istituto per la ricerca romologica, ha ricordato come l’Olocausto Rom è rimasto un tabù in Slovacchia e in altri paesi d’Europa per molti anni, ignorato dai libri di storia e tuttora poco conosciuto dalla maggioranza della popolazione, e, purtroppo, ha commentato, anche da parte di molti rom.
«Queste macchie nere della storia europea non possono essere dimenticate», ha rivendicato Ravasz, dicendo che il Giorno della Memoria Rom dovrebbe avere pari dignità della commemorazione dell’Olocausto degli ebrei.
In un altro evento che si è tenuto presso il Museo dell’Insurrezione Nazionale Slovacca a Banska Bystrica, l’etnologo rom Arne Mann ha osservato che i rom dai paesi occupati dalla Germania nazista erano stati collocati in una specie di “campo nomadi” all’interno di Birkenau, «progettato come una sorta di complesso scientifico per gli esperimenti del dottor Josef Mengele, portati a termine su donne rom, anche incinte, e gemelli». Detto questo, Mann ha sollecitato a non tacere più su questi fatti.
 
 
 
 
 
 


sabato 3 agosto 2013

Vicenza, bimbo rom annega a 3 anni






Un bambino di 3 anni figlio di genitori nomadi è stato trovato morto annegato in un canale del Vicentino. Il piccolo stava giocando con i fratelli vicino al corso d'acqua e improvvisamente è scomparso alla loro vista. I bambini lo hanno cercato assieme ai genitori e infine lo hanno trovato senza vita. L'incidente è avvenuto in aperta campagna ad Ancignano, non lontano dal campo di Sandrigo dove la famiglia nomade era accampata.




Fonte: http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/veneto/articoli/1109791/vicenza-bimbo-rom-annega-a-3-anni.shtml




Traduzione in Lingua Romani
 
 
Vicenzà, cavrò talà è 3 bursch tasilò anò ò paj
 
 
Jèc cavrò talà 3 bursch Romengò maladelè mulò socè tasilò anè jèc drom pajecò talà Vicentinò.
ò zinonò cavrò celelapè pè pralenzà paschò ò drom è pajecò canà andar jèc drom hasadilò talà pè pralà. Lecè pralà tè lecò dad tè dej todilè tè rodenlè gicè ni maladelè mulò. Gavà avilò anò putardò drom cai Ancignanò , naj duretar talà lengò campò Sandrigò caj galà Romà acen.
 
 
 
Traduzione effettuata da (Samir Alija)
 
  
 
 
 


martedì 25 giugno 2013

Il Ministro Cecile Kyenge

 
 
Il Ministro Cecile Kyenge alla rappresentanza Rom:
"Non vi lasceremo soli"

 
 Nella foto - Vesna Baxtali Vuletic – responsabile Associazione Idea Rom (Torino) ed il Ministro all’Integrazione e Cooperazione Internazionale Cecile Kyenge



La responsabile dell'integrazione incontra in Comune, col sindaco Fassino, una delegazione di cittadini e cittadine Rom. "La buona convivenza è il nostro obiettivo"

Le hanno raccontato i loro problemi, il disagio di vivere nei campi alla periferia di Torino: cittadinanza, casa, lavoro, scuola. Sono tante le richieste, i problemi che la delegazione formata da una trentina di rom e sinti hanno raccontato stamani alla Ministra dell'Integrazione, Cecile Kyenge, durante l'incontro a Palazzo Civico. Presenti il Sindaco Piero Fassino, gli assessori Elide Tisi e Ilda Curti.

"Sono venuta ad ascoltare - ha detto il Ministro - la buona convivenza è il nostro l'obiettivo. Ascoltare le buone pratiche, capire i problemi e i bisogni dei cittadini serve per trovare le soluzioni. La voce unanime che mi è arrivata da queste persone è di uscire dai campi".

"Ascolteremo il grido di Torino, non vi lasceremo soli", ha concluso il Ministro Cecile Kyenge.

Al confronto erano presenti le associazioni di volontariato, insieme alla delegazione rappresentativa dei campi e delle etnie presenti in città. "La città è fortemente impegnata nel cercare una soluzione al problema dei rom - ha detto Fassino - anche se sappiamo che non è semplice. La città ha bisogno del sostegno delle istituzioni, e anche di un impegno maggiore da parte della Regione rispetto a quanto avvenuto sinora".

E’ ora di applicare la Strategia Nazionale di inclusione per Rom, Sinti e Caminanti varata dal Governo italiano.




giovedì 20 giugno 2013

"Gelem Gelem" - l'inno del popolo Rom

 
L’8 aprile del 1971, rom e sinti di tutto il mondo, riuniti in Congresso a Londra, si proclamarono ufficialmente “popolo”. Tale passaggio, apparentemente simbolico, fu importante perché un popolo, pur privo di territorio e di stato, è un soggetto che ha riconoscimento e diritti alla luce del diritto internazionale. E per sentirsi popolo, rom e sinti, pur non avendo una terra, si dettero una bandiera e un inno. La bandiera è una ruota rossa tra cielo blu e terra verde.
L’inno è Gelem Gelem [testo di Žarko Jovanović e Jan Cibula, 1969 – musica tradizionale] che in lingua romané significa “Ho camminato… e camminato”. Tanto la bandiera che l’inno raccontano una storia di diaspora, di viaggio amaro e ironico.
L’inno del popolo romanì racconta la fuga dalla Legione Nera, ricordando così il Porrajmos (in lingua romané “il grande divoramento”) lo sterminio di 500.000 rom voluto ed eseguito dai nazisti.
 



"Gelem Gelem" - l'inno del popolo Rom

 
 
Tradotto in Italiano
 
 
In lingua Rom
 


martedì 11 giugno 2013

Rappresentanza Rom Presso la Sala Aldo Moro di Palazzo Montecitorio si è tenuta la presentazione di “Parlare civile”



BOLDRINI A PRESENTAZIONE DI PARLARE CIVILE - PER UNA COMUNICAZIONE CHE NON DISCRIMINA

 

Per una comunicazione che non discrimina – Da clandestino a femminicidio, la cura incessante delle parole. “Parlare civile”, a cura di Redattore Sociale in collaborazione con l’associazione Parsec, è il primo libro in Italia dedicato ai principali temi a rischio di discriminazione e al linguaggio per parlarne. Ha aperto i lavori Stefano Trasatti. Direttore Agenzia Redattore Sociale. Hanno presentato “Parlare civile”, Raffaella Cosentino, giornalista, co-autrice del libro, Francesco Carchedi, sociologo, responsabile Ricerche associazione Parsec. Sono intervenuti Anna Meli, coordinatrice associazione Carta di Roma, Domenico Iannacone, giornalista, autore de “I dieci comandamenti” (Rai Tre), Vinicio Albanesi, Presidente Comunità Capodarco. Le conclusioni sono state della Presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini. L'evento è stato realizzato in collaborazione con l'Agenzia Redattore Sociale.


Nella foto Laura Boldrini
 
WebTV Camera dei deputati
 
 

Nella Foto Samir alija Mediatore Interculturale Rom, delegato al Summit 
of the Major –  Consiglio d’Europa 21 settembre 2011 – membro 
del Consiglio  Nazionale Rom.
 
 
Dopo la presentazione di “Parlare civile” Samir Alija onorato di incontrare Laura Boldrini per testimoniare la continua divulgazione al odio raziale nei confronti dei cittadini Rom spiegando anche che ci doveva essere presente Marcello Zuinisi Educatore Professionale e legale rappresentante
 Associazione Nazione Rom – delegato al Summit of the Major –
Consiglio d’Europa 21 settembre 2011 – membro del Consiglio Nazionale Rom assente per i continui attacchi razzisti in questi giorni a l'associazione Nazione Rom, dove Laura Boldrini risponde a Samir Alija dicendo mi dispiace, continua Samir Alija ho percepito quel mi dispiace dal suo profondo del cuore.
 
 
Nella foto Samir Alija -
Rom e Prefettura verso l'applicazione della strategia di inclusione
Emil Costache - Mediatore Interculturale Rom e Presidente dell'Associazione Phrala Europa, Nedzad Husovic - Mediatore Interculturale Rom - in formazione c/o Fondazione Romanì
 
Rom e Prefettura verso l'applicazione della strategia di inclusione
Il 13 maggio 2013

Potrebbe interessarti: http://www.romatoday.it/politica/rom-prefettura-strategia-inclusione.html
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ROMA: rappresentanza Rom e Prefettura si incontrano e concordano la strada per costruire il Tavolo di inclusione nella capitale

Si è tenuto un incontro a Roma, in Via IV Novembre n. 1, tra la Prefettura di Roma rappresentata dal Vice Capo Gabinetto Alessandra Nigro, il Capo Ufficio Conferenza Permanente Elisabetta Lucariello ed una rappresentanza Rom composta da Samir Alija – Mediatore Interculturale Rom e delegato al Summit of the Major Consiglio d’Europa 21 settembre 2011 – membro del Consiglio Nazionale Rom, Emil Costache – Mediatore Interculturale Rom e Presidente dell’Associazione Phrala Europa, Nedzad Husovic – Mediatore Interculturale Rom – in formazione c/o Fondazione Romanì, Marcello Zuinisi – Educatore Professionale e legale rappresentante dell’Associazione Nazione Rom - delegato al Summit of the Major  Consiglio d’Europa 21 settembre 2011 – membro del Consiglio Nazionale Rom.   
 
 
 
 
 

mercoledì 5 giugno 2013

Nomadi, schedato su base etnica

 
Riconosciuta discriminazione Rom
 
 
Presidenza del Cdm e il ministero dell'Interno condannati al risarcimento di 8mila euro. Il Tribunale Civile ha ordinato di distruggere i documenti con i dati sensibili dell'uomo raccolti nel censimento
 

Nomadi, schedato su base etnica riconosciuta discriminazione romTre anni fa, insieme ad altri migliaia di rom residenti nella capitale, era stato oggetto del censimento nell'ambito della cosiddetta 'emergenza nomadi'. Nei giorni scorsi, con una sentenza, il Tribunale Civile di Roma ha riconosciuto a un cittadino rom "di essere stato vittima di una discriminazione su base etnica e ha ordinato al ministero dell'Interno di distruggere tutti i documenti che contengono i dati sensibili dell'uomo raccolti durante il fotosegnalamento", spiega in una nota l'associazione 21 Luglio.

"Accogliendo il ricorso di Elviz Salkanovic, cittadino italiano di etnia rom con regolare documento d'identità - prosegue il comunicato - l'autorità giudiziaria ha di fatto riconosciuto il carattere discriminatorio della procedura di foto segnalamento in quanto l'uomo è stato coinvolto in un'operazione i cui destinatari erano esclusivamente persone appartenenti alla comunità rom. La misura, secondo la sentenza del Tribunale Civile di Roma, ha provocato l'effetto sia di violare la dignità del rom sia di creare un clima ostile da parte dell'opinione pubblica. Oltre all'eliminazione di tutti i dati sensibili del cittadino rom, la presidenza del Consiglio dei ministri e lo stesso ministero dell'Interno sono stati condannati al pagamento di 8 mila euro in qualità di risarcimento morale".
 
 
 
Repubblica Roma
 
Mercoledì 05 giugno 2013
 
 


sabato 25 maggio 2013

Rom Firenze: "Richiesta interrogazione parlamentare su omissioni della Regione Toscana"


Rom Firenze: "Richiesta interrogazione parlamentare su omissioni della Regione Toscana"
http://www.firenzetoday.it/cronaca/rom-firenze-richiesta-interrogazione-parlamentare.html
 
Rom Firenze: "Richiesta interrogazione parlamentare su omissioni della Regione Toscana"
 
 
 
"Richiesta interrogazione parlamentare sugli abusi e le omissioni della regione toscana nell’applicazione della strategia nazionale di inclusione per rom, sinti e caminanti varata dal consiglio dei ministri il 24 febbraio 2012 in attuazione della comunicazione della commissione europea n. 173 del 5 aprile 2011"
 
 
Rom Firenze: "Richiesta interrogazione parlamentare su omissioni della Regione Toscana"
Comunicato Stampa
 
L'Associazione Nazione Rom ha richiesto stamani, con una lettera indirizzata al Presidente della Camera Laura Boldrini, al Presidente del Senato Pietro Grasso ed alle commissioni parlamentari - Affari Costituzionali, Diritti Umani, Affari Sociali e Politiche dell'Unione Europea una interrogazione parlamentare sugli abusi e le omissioni della Conferenza delle Regioni e delle Province e della Regione Toscana nell'applicazione della Strategia Nazionale di inclusione per Rom, Sinti e Caminanti varata dal Consiglio dei Ministri il 24 febbraio 2012 in attuazione della comunicazione della Commissione Europea n. 173 del 5 aprile 2011

Nella lettera vengono trasmessi" atti di rilevanza nazionale ed europea a cui abbiamo interessato lo stesso Governo italiano, il Presidente del Consiglio Enrico Letta, il Ministro degli Interni Angelino Alfano, il Ministro dell'Integrazione e Cooperazione Internazionale Cécile Kyenge, UNAR - Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, le Prefetture, il Coordinamento Nazionale dei Difensori Civici rappresentato dalla dott.sa Lucia Franchini della Regione Toscana. Le gravi violazioni sono riscontrabili nel documento emesso dalla Conferenza delle Regioni e delle Province il 24 gennaio 2013 e nella delibera n. 128 approvata dalla Regione Toscana il 27 febbraio 2013. E' stato

eluso e violato l'intenso lavoro diplomatico condotto dalla nostra rappresentanza con le principali istituzioni europee e nazionali: Commissione Europea, Consiglio d'Europa, ECRI - Commissione Europea contro il Razzismo e l'Intolleranza, FRA Agenzia Europea contro il Razzismo - Commissione Europea, Governo italiano UNAR - Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali - Presidenza del Consiglio dei Ministri, Commissione Diritti Umani - Senato della Repubblica. La rappresentanza rom organizzata nel Consiglio Nazionale Rom chiede apertura procedura di indagine ed interrogazione parlamentare al fine di ripristinare la corretta implementazione territoriale della Strategia inclusiva dalla principale minoranza etnica dell'Unione Europea composta da dodici milioni di cittadini: la popolazione ROM."

In Italia si vuole impedire la nascita di Tavoli Regionali dove le Amministrazioni e la Società Civile Rom dialoghino tra pari, costruiscano concrete politiche economiche, permettano, alla prima minoranza etnica dell'Unione Europea, la Nazione Rom, di uscire dallo stato di profonda povertà, emarginazione ed esclusione sociale nella quale continua a vivere. Si vuole impedire l'autodeterminazione, si mantiene lo status quo, si vuole avere un facile bersaglio da indicare all'opinione pubblica come il male da combattere ed estirpare. Mentre nelle Amministrazioni continuano a verificarsi gravissimi abusi istituzionali, mentre l'economia italiana scivola verso il baratro, i responsabili della crisi cercano di attirare gli sguardi verso i poveri e gli ultimi indicandoli come la causa di tutti i mali. L'espressione più becera e grave del razzismo italiano è rappresentata da Lega Nord e Forza Nuova. Queste, i loro adepti, rivolgono attacchi quotidiani, insulti, bugie, provocazioni ai cittadini rom ed ai cittadini immigrati. Organizzano vere e proprie aggressioni fisiche, minacce di morte, lanciano molotov contro le nostre abitazioni. Sono decine i bambini rom morti negli ultimi anni in Italia a causa del razzismo.

Al razzismo della destra si affianca il razzismo raffinato ed istituzionale. Il 24 gennaio 2013 la Conferenza delle Regioni e delle Province ha deliberato il documento - Strategia nazionale inclusione Rom, Sinti e Caminanti: proposta per tavoli regionali di coordinamento di cui riportiamo fedelmente il testo: "Al fine di perseguire le suddette finalità, la Strategia - oltre ai Tavoli nazionali - prevede l'opportunità di costituire i Tavoli Regionali, coordinati dalla figura istituzionale regionale direttamente competente per materia, che prevedano la partecipazione degli altri uffici regionali interessati, nonché la partecipazione di rappresentanti delle amministrazioni periferiche statali, dell'insieme degli enti locali (Province e Comuni) a partire da quelli più direttamente interessati dalla problematica Rom, unitamente al coinvolgimento delle associazioni e degli enti della società civile impegnati nella tutela delle comunità Rom, Sinti e Caminanti."

Il 27 febbraio 2013 la Regione Toscana ha deliberato con comunicazione n. 128 l'istituzione del Tavolo Regionale per l'inclusione e l'integrazione sociale delle popolazioni Rom, Sinti e Camminanti. "A voto unanime la Regione Toscana ha approvato la delibera istituendo il Tavolo Regionale per l'inclusione delle popolazioni Rom, Sinti e Camminanti con il compito di attuare sul territorio la Strategia di inclusione."

Con la presente evidenziamo le omissioni della Conferenza delle Regioni e delle Province e della Regione Toscana nell'attuazione ed applicazione concreta nel territorio della Strategia nazionale di inclusione per Rom, Sinti e Camminanti.

1 ) Lo schema di Governance varato dal Consiglio dei Ministri non viene coerentemente applicato

2) La Strategia di inclusione varata dal Consiglio dei Ministri non viene rispettata ed applicata

3) Si omette la partecipazione, la presenza ed il coinvolgimento della Comunità Rom, Sinti e Camminanti (RSC) ai processi decisionali, ai Tavoli Regionali e l'effettiva implementazione della Strategia

4) Unar - Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali - Presidenza del Consiglio dei Ministri indicato come Punto di Contatto Nazionale PCN e Cabina di Regia per la concreta applicazione della Strategia non viene invitato al Tavolo Regionale Toscano.

In sostanza le Regioni hanno convocato Tavoli di inclusione per Rom, Sinti e Caminanti senza Rom, Sinti e Caminanti. Il motivo di questa decisione è da ricercare nella cultura politica del razzismo, nella paura di esporsi ad un elettorato fortemente influenzato da un razzismo anti rom radicato in profondità in molti cittadini italiani. Queste radici razziste affondano nella Storia italiana, nelle leggi razziali dello Stato Fascista, nella persecuzione e sterminio della Nazione Rom avvenuto in Italia ed in Europa negli anni '30 e '40. L'Italia non ha mai fatto i conti con le proprie responsabilità, ad oggi l'Olocausto Rom, il Porrajmos, non è stato ne riconosciuto ne condannato. Si ha paura di perdere voti, per cui, anche la sinistra, continua ad escludere la rappresentanza e la società civile rom dai percorsi decisionali.

In particolare, in Toscana, dopo la convocazione del Tavolo per l'inclusione della Popolazione Rom, in data 5 aprile 2013, i Sindaci del Pd, prima partecipato ai lavori di "inclusione" e dopo continuano a sgombrare e distruggere le abitazioni dei nostri concittadini. A Firenze il Sindaco Matteo Renzi ha distrutto, il 9 aprile 2013, per la sesta volta in tre anni, le abitazioni dei cittadini rom di Quaracchi. Il 10 aprile 2013 ha continuato sottrarrendo le coperte ai cittadini rom di Santissima Annunziata, lasciandoli esposti e senza riparo giovani coppie ed anziani a freddo e pioggia. Mentre il Presidente della Camera Laura Boldrini riceveva, l'8 aprile 2013, una delegazione di giovani rom nella giornata mondiale della Nazione Rom le Amministrazioni fiorentine continuavano nell'opera di devastazione anti rom. Dopo il Sindaco di Firenze è stato il Sindaco di Seravezza Ettore Neri a distruggere le abitazioni rom in Versilia, quindi il Sindaco Marco Filippeschi a pensato di completare l'opera all'interno del Comune di Pisa abbattendo altre abitazioni. Nessuna delle famiglie sgombrate a ricevuto il minimo di assistenza o supporto. In Toscana solo razzismo.

Il 6 maggio 2013 l'Associazione Nazione Rom componente del CONSIGLIO NAZIONALE ROM ha depositato e protocollato al Governo Italiano - Prefettura di Firenze ed alla Regione Toscana il documento: "le omissioni della Regione Toscana nell'attuazione ed applicazione concreta della Strategia nazionale di inclusione per Rom,Sinti e Caminanti varata dal Consiglio dei Ministri il 24 febbraio 2013 accordo quadro strutturale comunicazione Commissione Europea n. 173 del 5 aprile 201." chiedendo l'intervento del Difensore Civico della Regione Toscana. Il 7 maggio 2013 il Difensore Civico della Regione Toscana Lucia Franchini ha aperto un procedimento di indagine (prot. n. 0002111) inviando lettera all'Assessore al Welfare della Regione Toscana Salvatore Allocca dove viene richiesto di precisare le modalità con le quali la Regione Toscana ha attuato le indicazioni Europee e Nazionali in materia: "A un primo esame dell'esposto, risulta che l'Associazione Nazione Rom lamenta una serie di irregolarità ed omissioni nella istituzione del Tavolo regionale, e in particolare evidenzia la circostanza che non è prevista la partecipazione al medesimo della Comunità Rom, Sinti e Caminanti, nè la partecipazione di UNAR in qualità di Punto di Contatto Nazionale, secondo l'Associazione in difformità alle indicazioni del Consiglio dei Ministri del 24/2/2012 a loro volta attuative della Comunicazione 5/4/2011. Data la rilevanza della problematica, è per noi doveroso pregare Codesto Assessorato di riferirci sulle modalità con le quali si è ritenuto, con la delibera de qua, di attuare le indicazioni europee e nazionali in materia"

Il 9 maggio 2013 il funzionario della Regione Toscana Giovanni Lattarulo ha risposto al Difensore Civico Lucia Franchini con prot. AOOGRT/122432/R.130.40.80. Nella sua lettera scrive: "innanzitutto occorre rilevare che la Regione Toscana è a conoscenza delle indicazioni europee e nazionali e ne promuove in maniera convinta l'attuazione. A tal proposito si evidenzia che la Regione Toscana ha designato un proprio rappresentante nella persona del sottoscritto per la nomina del rappresentante della Conferenza delle Regioni all'interno della cabina di regia istituita presso UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) per l'attuazione della comunicazione della Commissione Europea del 5 aprile 2011 concernente le politiche di inclusione di popolazioni Rom, Sinte e Caminanti. Tale designazione è stata accolta e pertanto la Regione Toscana attualmente rappresenta la Conferenza delle Regioni all'interno della cabina di regia nazionale. Il dott. Giovanni Lattarulo afferma: "la Regione Toscana ha collaborato alla redazione ed all'esame di un documento approvato dalla Conferenza delle Regioni nella seduta del 24 gennaio 2013 con le quali le Regioni si impegnano ad attuare la Strategia nazionale di inclusione. La Regione Toscana ha provveduto ad adottare la Delibera di Giunta Regionale n. 128 del 27 febbraio 2013 trasmettendola ad UNAR ". Nella stessa lettera si scrive che "il Tavolo Regionale Toscano, la cui composizione non è definita in alcun atto normativo e la cui composizione è peraltro richiamata in termini non vincolanti dalla strategia nazionale, si è riunito per la prima volta il 5 aprile 2013." ed ancora "Nel Tavolo Regionale non è prevista formalmente la presenza di un rappresentante dell'UNAR". Ed ancora: "il 29 aprile u.s., nell'ambito di attività del tavolo regionale, si è tenuto un incontro con gli organismi del terzo settore attivi nel territorio regionale. All'incontro sono state invitate le Associazioni indicate dalla Fondazione Michelucci"

Il 16 maggio 2013 si è tenuto un incontro a Firenze, Via dei Pucci n. 4 tra il Difensore Civico della Regione Toscana Lucia Franchini ed una rappresentanza rom composta da delegati dell'Associazione Nazione Rom e del Consiglio Cittadino Rom di Firenze. Nella riunione sono state condivise le omissioni della Regione Toscana e della Conferenza delle Regioni nell'applicazione della Strategia. In particolare sono state consegnate al Difensore Civico Lucia Franchini lo schema di Governance della Strategia varato dal Consiglio dei Ministri, le direttive del Ministero dell'Integrazione e Cooperazione Internazionale - Presidenza del Consiglio dei Ministri inviate a Prefetti, Regioni, Province e Comuni il 15 giugno 2012 con Direttiva n. MCII 0001995. La stessa Prefettura di Massa ha inviato lettera alla Regione Toscana, con protocollo 0003091 del 14 febbraio 2013, dove si evidenziavano i tratti salienti della Strategia, la disponibilità ad applicarli nei territorio, la corretta applicazione della comunicazione Commissione Europea n. 173 del 5 aprile 2011. Il SISTEMA DI GOVERNANCE elaborato nell'ambito della strategia prevede la composizione di 4 soggetti istituzionali protagonisti della stessa: Tavolo Interministeriale, Unar - Punto di Contatto Nazionale (PCN), Cabina di Regia Regioni/Enti Locali - Prefetture, Forum delle Comunità Rom, Sinti e Caminanti (RSC). I TAVOLI REGIONALI, secondo lo stesso schema di Governance, devono essere composti da tre soggetti istituzionali: Cabina di Regia Regioni/Enti Locali - UNAR (PCN) - Forum delle Comunità Rom, Sinti e Caminanti (RSC)

CONCLUSIONI: Il documento approvato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province il 24 gennaio 2013 omette nella proposta di attuazione dei Tavoli Regionali e Locali la presenza dei rappresentanti delle comunità Rom, Sinti e Caminanti all'interno degli stessi. La delibera del 27 febbraio 2013, n. 128 della Regione Toscana è omissiva dei tratti salienti e portanti della Strategia di Inclusione per Rom, Sinti e Camminanti varata dal Consiglio dei Ministri il 24 febbraio 2011. L'intenso lavoro diplomatico che la Comunità Rom, Sinti e Caminanti ha, da anni, avviato con le principali istituzioni europee, con la Commissione Europea, con il Consiglio d'Europa, con il Parlamento Europeo, con l'ECRI, con l'Agenzia dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea FRA, viene profondamente leso e violato. Si continua ad escludere la Comunità RSC sia dal necessario confronto, necessario ascolto, dalla progettazione e realizzazione di concrete politiche di inclusione per le famiglie rom presenti nel territorio. Il protocollo rilasciato alle istituzioni del fiorentino il 3 maggio 2013 evidenzia queste lacune ed il protrarsi, all'interno della Regione Toscana ed in Italia di politiche di esclusione, di emarginazione, di persecuzione e di vero e proprio razzismo anti - rom. Lo stesso Responsabile del Contact Center UNAR ha trasmesso all'Associazione Nazione Rom l'apertura di un procedimento (caso 7174) relativo alla denuncia per Discriminazioni Razziali avvenute il 5 aprile 2013 - nel Tavolo Regionale Toscano convocato a Firenze in Via di Novoli n. 26. La corretta applicazione e concretizzazione della Strategia e dei Tavoli Regionali alla quale tutte le Amministrazioni Regionali, Provinciali e le Prefetture sono tenuti ad osservare: "tavoli regionali/locali con la partecipazione di rappresentanti delle Amministrazioni periferiche statali, delle regioni, delle province e dei comuni, nonché il coinvolgimento delle associazioni e degli enti della società civile impegnate nella tutela delle comunità di Rom, Sinti e Camminanti e di rappresentanti delle medesime comunità"

Il 2 maggio 2013, la Corte Suprema di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dal Governo Italiano con il quale si chiedeva di ripristinare il "decreto emergenza nomadi" emesso dal Consiglio dei Ministri il 21 maggio 2008. Il "decreto emergenza nomadi" era stato già sospeso e ritenuto illegittimo dalla sentenza n. 6050 del 16 novembre 2011 emessa dal Consiglio di Stato. In Italia è necessario attuare correttamente la Strategia Nazionale di Inclusione dei Rom, Sinti e Camminanti in attuazione della Comunicazione della Commissione Europea n. 173/2011.
LE NOSTRE RICHIESTE SONO la sospensione di tutte le ordinanze di sgombero, di espulsioni, la fine delle politiche di esclusione, deportazione delle Comunità RSC in Italia e la corretta convocazione dei Tavoli Regionali/locali di Inclusione per Rom, Sinti e Camminanti secondo regole e disposizioni di legge impartite dalla Strategia con Unar - Punto di Contatto Nazionale ed applicazione degli accordi quadro strutturali sottoscritti dallo Stato Italiano a Bruxelles il 5 aprile 2011 - Comunicazione n. 173.

Con la dott. Lucia Franchini - Coordinatore Nazionale dei Difensori Civici e Difensore Civico - Regione Toscana la rappresentanza rom ha concordato i seguenti passi concreti: incontrare UNAR a Roma, incontrare il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Vasco Errani ed incontrare la Regione Toscana al fine di apportare le necessarie modifiche alle delibere ed avviare correttamente i Tavolo Regionali Toscana ed in Italia.



ASSOCIAZIONE NAZIONE ROM
Via Ricortola 166, Marina di Massa - 54100 Massa, Italia
Tel +39 3281962409 +39 3209489950
email: nazione.rom@gmail.com
 

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Pubblicato da FirenzeToday
24 maggio 2013
 
Rom Firenze: "Richiesta interrogazione parlamentare su omissioni della Regione Toscana"

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